Quanti molari abbiamo? La risposta che non ti aspetti

Eustachio Mariani .

8 marzo 2026

Il diagramma mostra quanti molari abbiamo e quando spuntano, con schemi di eruzione per denti permanenti e da latte.

I molari sono i denti posteriori che fanno il lavoro più pesante durante la masticazione: triturano il cibo, distribuiscono la forza e incidono molto sull’occlusione. Alla domanda quanti molari abbiamo, la risposta breve è semplice: nell’adulto con dentatura completa sono 12, ma il numero cambia se mancano i denti del giudizio o se si parla di dentizione da latte. Qui chiarisco come contarli, come si dispongono nella bocca e quando un conteggio diverso merita attenzione clinica.

La risposta breve cambia tra dentizione da latte e permanente

  • Nella dentatura permanente completa i molari sono 12, cioè 6 per arcata e 3 per quadrante.
  • Se i terzi molari mancano o sono stati estratti, i molari presenti sono spesso 8.
  • Nei bambini i molari da latte sono 8 e non ci sono premolari.
  • I primi molari permanenti erompono in genere verso i 6 anni e sono fondamentali per l’occlusione.
  • Se la comparsa è asimmetrica o molto ritardata, un controllo odontoiatrico è utile.

Quanti molari ci sono davvero

Se guardiamo la dentatura adulta completa, i molari sono 12 in totale. Io li conto così: 4 primi molari, 4 secondi molari e 4 terzi molari, cioè i denti del giudizio. In pratica, ogni quadrante ne ha 3 e ogni arcata ne ospita 6. È il conteggio standard usato in anatomia dentale, ma nella vita reale non sempre tutti i terzi molari sono presenti o funzionali.

Per questo, quando si parla di molari in ambito clinico, è utile distinguere tra il numero teorico e quello effettivamente presente in bocca. Un adulto può avere anche solo 8 molari visibili se i denti del giudizio non sono erotti, sono stati estratti oppure non si sono mai formati. Questo non cambia solo il conteggio: cambia anche il modo in cui il dentista legge la dentatura e valuta l’occlusione. Per capire meglio perché, conviene vedere come si distribuiscono nelle arcate.

Dentizione Molari totali Distribuzione Nota pratica
Adulto completo 12 6 per arcata, 3 per quadrante Include i terzi molari
Adulto senza denti del giudizio 8 4 per arcata, 2 per quadrante Molto frequente nella pratica
Bambino 8 4 per arcata, 2 per quadrante Si tratta dei molari da latte

La distinzione tra questi tre scenari è il punto di partenza corretto: senza questa cornice, si rischia di confondere un dato anatomico normale con un’anomalia. Da qui si passa alla disposizione precisa dei denti nelle arcate.

Come si distribuiscono nelle arcate dentali

Io li conto sempre per quadranti: superiore destro, superiore sinistro, inferiore sinistro e inferiore destro. In ciascun quadrante dell’adulto ci sono in genere 3 molari disposti in sequenza dal davanti verso il fondo: primo molare, secondo molare e terzo molare. Se i denti del giudizio non sono presenti, i molari per quadrante diventano 2.

Dal punto di vista anatomico, c’è anche una differenza utile da ricordare: i molari superiori hanno di solito tre radici, mentre quelli inferiori ne hanno generalmente due. Questa non è una curiosità da manuale e basta; spiega perché alcune estrazioni, alcune devitalizzazioni e alcune letture radiografiche siano più complesse sui molari rispetto ad altri denti posteriori.

La lettura più utile è per quadranti

Nel linguaggio clinico, i denti vengono identificati con una numerazione a due cifre molto precisa. Per i molari permanenti, la sequenza più utile da ricordare è questa: nel quadrante superiore destro trovi 16, 17 e 18; nel superiore sinistro 26, 27 e 28; nell’inferiore sinistro 36, 37 e 38; nell’inferiore destro 46, 47 e 48. Il numero cambia in base alla posizione, non solo al tipo di dente.

Quadrante Primo molare Secondo molare Terzo molare
Superiore destro 16 17 18
Superiore sinistro 26 27 28
Inferiore sinistro 36 37 38
Inferiore destro 46 47 48

Leggi anche: Nomi dei denti: guida completa a classificazione e funzioni

La numerazione clinica evita ambiguità

Questo sistema è utile perché riduce gli errori quando si parla di carie, estrazioni, radiografie o trattamento ortodontico. Se un dentista dice “36”, sta indicando un dente preciso, non un generico molare inferiore. È un dettaglio semplice, ma nella pratica cambia molto: una diagnosi corretta parte proprio dal riconoscere senza dubbio il dente giusto.

A questo punto, però, va chiarito un equivoco molto comune: i molari da latte non coincidono perfettamente con quelli permanenti, e il conteggio nei bambini segue una logica diversa.

Molari da latte e molari permanenti non coincidono

Nei bambini i molari sono 8, perché la dentizione decidua comprende incisivi, canini e molari, ma non i premolari. Questo significa che il bambino ha 2 molari per quadrante, non 3. I primi molari da latte erompono in genere tra i 10 e i 16 mesi, mentre i secondi tra i 20 e i 30 mesi circa.

La dentizione permanente segue una sequenza diversa. I primi molari permanenti compaiono in genere tra i 5 e i 7 anni, i secondi tra gli 11 e i 13 anni, mentre i terzi molari possono arrivare più tardi, spesso tra i 17 e i 25 anni, con grande variabilità individuale. Il primo molare permanente merita una nota speciale: non sostituisce un dente da latte, ma erompe dietro l’ultimo molare deciduo. È il motivo per cui molti genitori lo confondono con un dente “nuovo” spuntato all’improvviso.

Dente Eruzione indicativa Nota
Primi molari da latte 10-16 mesi Parte della dentizione decidua
Secondi molari da latte 20-30 mesi Chiudono la dentatura del bambino
Primi molari permanenti 5-7 anni Spuntano dietro i denti da latte
Secondi molari permanenti 11-13 anni Completano il settore posteriore
Terzi molari 17-25 anni o mai Variabili per forma, spazio ed eruzione

Qui entra in gioco la parte diagnostica: se l’età non torna, se l’eruzione è asimmetrica oppure se un molare non compare nei tempi attesi, io non lo considero un dettaglio trascurabile. Alcune differenze sono normali, ma altre richiedono un controllo mirato.

Quando il conteggio non torna e cosa può significare

Un numero diverso da quello atteso non significa automaticamente un problema. Le cause più comuni sono abbastanza semplici: un terzo molare che non è mai erotto, un dente del giudizio estratto, oppure un molare che è presente ma incluso nell’osso e quindi non visibile in bocca. In questi casi il numero anatomico esiste ancora, ma non sempre coincide con ciò che il paziente vede allo specchio.

Situazione Effetto sul numero Cosa significa in pratica
Estrazione di un molare Numero ridotto Il dente non c’è più, ma era presente
Agenesia Numero ridotto Il dente non si è mai formato
Inclusione o ritenzione Numero teorico invariato, presenza non visibile Il dente può trovarsi nell’osso e si valuta con radiografia
Terzo molare assente Molto spesso 8 molari anziché 12 Variante frequente, non sempre patologica
Molare sovrannumerario Numero aumentato Evento raro, può interferire con allineamento e igiene
La situazione che richiede più attenzione, di solito, è l’asimmetria: un molare che erompe da un lato ma non dall’altro, o una sequenza molto ritardata rispetto all’età. In questi casi il dentista può valutare l’arcata clinicamente e, se serve, con una radiografia panoramica. Non è un esame da fare “a intuito”, ma quando la storia clinica lo giustifica è uno strumento molto utile.

Un altro punto da non sottovalutare è la distinzione tra assenza vera e assenza apparente. Un molare incluso può dare l’impressione di non esistere, ma radiologicamente è lì. Questa differenza cambia tutto, soprattutto se si sta ragionando su ortodonzia, spazio disponibile o dolore ricorrente. Per questo il conteggio dei molari non va mai letto solo come un numero secco.

Il dettaglio che aiuta a leggere la bocca con più precisione

Quando osservo i molari in visita, guardo tre cose: presenza, posizione e funzione. Un molare presente ma fuori asse può creare più problemi di un molare mancante, e un primo molare permanente eroso o cariato molto presto può influenzare la masticazione per anni. È il motivo per cui i molari, soprattutto i primi permanenti, meritano sempre attenzione precoce.

Dal punto di vista pratico, ci sono alcuni segnali che considero importanti: dolore quando si mastica, sensibilità al freddo o al caldo, gengiva gonfia intorno al dente, difficoltà a pulire la zona posteriore e, nei bambini, un’eruzione che non segue i tempi attesi. Nei piccoli pazienti, i primi molari permanenti sono spesso candidati ideali per i sigillanti, cioè una protezione delle superfici masticatorie che aiuta a ridurre il rischio di carie nei solchi più profondi.
  • Se il molare fa male alla masticazione, non aspettare che il disturbo passi da solo.
  • Se un dente non erompe nel tempo previsto, va valutato il motivo.
  • Se la pulizia della zona posteriore è difficile, serve una tecnica di igiene più precisa, non solo più forza nello spazzolare.
  • Se i denti del giudizio non sono presenti, il conteggio resta normale per molti adulti e non indica automaticamente una patologia.

In pratica, quanti molari abbiamo dipende dalla dentizione, ma il dato davvero utile è capire se il numero, la posizione e l’eruzione sono coerenti con l’età e con ciò che si vede in bocca. Quando questi elementi tornano, la lettura è semplice; quando non tornano, la valutazione odontoiatrica aiuta a distinguere una variante normale da un problema reale.

Domande frequenti

Un adulto con una dentatura completa ha solitamente 12 molari: 4 primi molari, 4 secondi molari e 4 terzi molari (denti del giudizio). Sono distribuiti con 3 molari per ogni quadrante della bocca.
I bambini hanno 8 molari da latte, due per ogni quadrante. A differenza degli adulti, non hanno premolari nella dentizione decidua. I primi molari permanenti erompono dietro i molari da latte, non li sostituiscono.
Avere meno di 12 molari è comune. Spesso è dovuto all'assenza dei denti del giudizio (terzi molari), che possono non essere erotti, essere stati estratti o non essersi mai formati. Non è necessariamente un problema, ma va valutato dal dentista.
I primi molari permanenti erompono generalmente tra i 5 e i 7 anni d'età. Sono molto importanti per l'occlusione e la masticazione, e spesso spuntano dietro l'ultimo dente da latte senza sostituirne uno.
Se un molare non erompe nei tempi attesi o in modo asimmetrico, è consigliabile una visita odontoiatrica. Il dentista può valutare la situazione clinicamente ed eventualmente con una radiografia per capire la causa e intervenire se necessario.

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Eustachio Mariani
Sono Eustachio Mariani, un esperto nel campo dell'igiene e della salute orale con oltre dieci anni di esperienza nell'analisi del mercato e nella scrittura di contenuti informativi. La mia specializzazione si concentra sulle innovazioni in odontoiatria e sulle pratiche migliori per mantenere una buona salute orale. Mi dedico a semplificare dati complessi e a fornire analisi obiettive, garantendo che i lettori possano accedere a informazioni chiare e comprensibili. Il mio obiettivo è quello di offrire contenuti accurati e aggiornati, contribuendo a una maggiore consapevolezza riguardo all'importanza dell'igiene orale. Credo fermamente che una corretta informazione sia fondamentale per il benessere delle persone, e mi impegno a mantenere un alto standard di affidabilità nelle mie pubblicazioni.

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